mercoledì 12 dicembre 2007

"Riproclamata" la carta dei diritti fondamantali dell'Ue. Caos in aula.

Il gruppo della Sinistra unitaria ha interrotto la cerimonia solenne in Parlamento europeo, ma i tre leader delle istituzioni comunitarie hanno firmato lo storico documento


Urla e schiamazzi in Parlamento europeo. Nel giorno in cui i leader di Commissione, Parlamento e Consiglio europeo hanno adottato la Carta dei diritti fondamentali dell'Ue, in aula regnava la confusione. Alcuni eurodeputati della Sinistra unitaria (Gue) ed euroscettici (soprattutto polacchi e britannici) hanno interrotto la cerimonia solenne gridando "referendum, referendum" e srotolando striscioni che recitavano lo stesso slogan.

Nonostante l'episodio, che per qualche minuto ha impedito ai tre leader di prendere la parola, Josè Manuel Barroso, Hans Goet Poettering e Josè Socrates hanno firmato la Carta, "riplocamando" lo storico documento. La carta dei diritti fondamentali ribadisce, in un unico, testo l'insieme dei diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini europei e di tutti coloro che vivono nel territorio dell'Ue.

Interrompendo la cerimonia, i gruppi al Parlamento europeo hanno accusato il presidente della Commissione europea e a quello del Consiglio Ue di "ignorare il punto di vista dei cittadini europei" che vorrebbero il referendum per decidere di adottare la carta dei diritti fondamentali. Quasi tutti gli Stati membri hanno rinunciato al referendum, inclusi Inghilterra, Francia e Olanda che hanno sollevato l'ipotesi numerose volte. Solo l'Irlanda avrà una consultazione popolare.

La firma di oggi ha un grande valore politico e simbolico per l'Unione europea, poichè formalizza il documento proclamato a Nizza nel 2000, che viene considerato la base per molte decisioni già molti giudici europei . Da domani, quando tutti i capi di Stato e di governo firmaranno il nuovo Trattato dell'Ue a Lisbona, la Carta dei diritti fondamentali assumerà valore giuridico vincolante per quasi tutti gli Stati membri dell'Ue. Il documento non varrà per Polonia e Gran Bretagna, che hanno negoziato una clausola d'esclusione.
Fonte:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=197&ID_articolo=101&I

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